Questa é la storia di un cucciolo di Labrador di color cioccolato nato insieme ad altri cuccioli color cioccolato come lui e tutti maschietti, per questo motivo si decise di dipingere la loro codina di una diversa sfumatura per poteri distinguere l’uno dall’altro e quindi dare ad ognuno di loro il nome di un colore. Fu così che il cagnolino fu chiamato Blue.

Ma questo cucciolo dal nome meraviglioso e dagli occhi ipnotici era destinato a fare la differenza. La sua vita cominciò a cambiare quando fu scelto tra i suoi fratellini perché era il più attento e curioso ed a selezionarlo fu la Scuola Triveneta Cani Guida a cui un generoso anonimo aveva donato un cucciolo a loro piacimento da quella cucciolata. Così gli esperti cinofili individuarono nel carattere del piccolo cioccolatino a quattro zampe le caratteristiche necessarie per poter diventare in futuro un cane guida.Blue andò a vivere in una famiglia affidataria che aveva il compito di occuparsi di lui facendolo crescere educato e facendogli vivere tante esperienze portandolo a spasso in tanti luoghi perché doveva imparare più cose degli altri cani, dal momento che da grande avrebbe dovuto avere l’importante compito di accompagnare una persona non vedente, ma questo ancora lui non lo sapeva! Così vivace ed irruento com’era combinava spesso dei guai e metteva a dura prova la pazienza di chi si occupava di lui… ma ad un cucciolo così dolce si perdonava tutto! Essendo un aspirante cane da lavoro per alcuni periodi andava a scuola in un collegio dove c’erano anche altri cani che studiavano come lui per diventare cani guida e tutti insieme seguivano le lezioni degli addestratori fino a quando diventarono tutti abbastanza grandi e lasciarono definitivamente la famiglia in cui vivevano per andare a studiare a tempo pieno nella scuola Triveneta Cani Guida.

Lì la vita per Blue era intensa perché doveva lavorare quotidianamente con i suoi addestratori per imparare a fare bene tutti gli esercizi che gli venivano insegnati ma era anche divertente perché comunque durante il giorno aveva tanto tempo libero per riposare e socializzare con i suoi simili giocando insieme e condividendo gli spazi della Scuola.
Con i suoi maestri imparò ad indossare la pettorina che contraddistingue un cane guida e a capire come condurre la persona che gli stava accanto evitando di farla scontrare contro gli ostacoli trovati lungo il percorso, come segnalare gli scalini, rispettare i marciapiedi e le righe pedonali, come salire sui mezzi pubblici e come aspettare pazientemente accanto a lei all’interno di un ristorante, un cinema o in una qualsiasi sala d’aspetto. Poi arrivò il giorno in cui il giovane Blue diventò abbastanza bravo da meritarsi il titolo ufficiale di Cane Guida ed i suoi addestratori decisero che per lui era arrivato il momento di mettere in pratica tutti gli insegnamenti ricevuti ed incominciare quindi una nuova fase della sua vita, quella più importante e gloriosa, quella in cui avrebbe incontrato la persona non vedente a cui avrebbe dedicato il suo futuro e da cui avrebbe ricevuto immenso affetto e gratitudine, oltre che una casa ed una nuova famiglia.Il suo addestratore ci pensò tanto e ancora tanto prima di decidere chi sarebbe dovuta essere la persona predestinataal vivace ed intelligente cioccolatino perché
anche i cani come le persone, hanno il loro carattere e di sicuro Blue ne aveva da vendere quindi la sua decisione era simile a quella di un’agenzia matrimoniale perché il loro connubio sarebbe dovuto durare per la vita.


Fu così che per lui fu scelta una ragazza bionda che non aveva mai avuto prima di allora un cane guida ma che adorava i cani e che non appena incontrò questo meraviglioso cagnone se ne innamorò alla follia. Il loro primo incontro avvenne in una piovosa giornata di novembre del 2017 in cui Blue ed altri 4 suoi amici che avevano frequentato la sua stessa classe ed erano stati diplomati come lui conobbero a loro volta i loro futuri compagni di vita umani che erano stati scelti per loro dall’addestratore che, oramai stremato per tutte le decisioni che aveva dovuto prendere per abbinare queste 5 coppie, li presentò l’un l’altro, rispose ad innumerevoli domande e poi ognuno di loro tornò alle rispettive case portando con se’ il cucciolotto che gli era stato assegnato. Stefania risiedeva in un appartamento con giardino e conviveva con il fidanzato Davide di cui Bluei diventò subito grande amico. Lei lavorava in ospedale ed aveva tantissimi hobby e passatempi vari
che le impegnavano le ore libere quindi Blue cominciò subito a condividere con lei questi intensi ritmi di vita, riposandosi su una morbida cuccia durante le ore in cui lei lavorava in ospedale in attesa di intraprendere le lunghe passeggiate che li avrebbero portati in giro per il resto della giornata, dalla piscina alle camminate lungo l’argine del fiume, a far visita ai genitori e agli amici, dalla parrucchiera o dall’estetista piuttosto che a fare la spesa o lo shopping…insomma la monotonia non apparteneva certo a loro!

Con Blue non ci sono più ostacoli

Ma il momento più dolce arrivava sempre di sera, quando dopo l’ultimo giretto prima di andare a dormire, lei lo spazzolava e lo massaggiava pulendolo con salviette profumate e lo metteva a nanna dopo avergli lavato i denti e recitato la filastrocca della buona notte.Le prime due settimane che loro trascorsero insieme furono esclusivamente dedicate alla reciproca conoscenza e all’ambientamento di Blue con i luoghi e laroutine di Stefania, poi ci furono due settimane in cui lui ed i suoi compagni
lavorarono con i rispettivi amici a due zampe, affiancati dagli addestratori, cheinsegnarono loro come farsi condurre in guida all’interno di svariati percorsi, luoghi e mezzi pubblici, dai loro nuovi amici pelosi. Alla fine di queste due faticose ed
avventurose settimane di corso e dopo una ufficiale cerimonia di consegna le 5 coppie furono ufficialmente consacrate allo stato di Cane Guida e Conduttore Non Vedente; furono consegnati loro certificati e documenti ed insegnate tutte le leggi dello Stato che vietano a chiunque di impedire l’accesso di un cane guida in qualunque luogo o mezzo pubblico perché un cane guida non è semplicemente un animale ma in realtà diventa l’estensione della persona di cui si prende cura, a cui presta i suoi occhi e controlla la sicurezza di ogni suo passo, perciò vietare la sua presenza significa di fatto impedire la presenza della persona disabile che
accompagna.

Tornati a casa dopo il corso Blue e Stefania cominciarono ufficialmente la loro nuova vita insieme che a volte li portò anche a bisticciare perché Blue era ancora un giovane un po’ indisciplinato e faceva spesso il monello approfittando del fatto che
Stefania era ancora un po’ inesperta. Ma in breve tempo e diventando anche un po’ più maturo lui ed esperta lei, le cose migliorarono, tra loro accrebbe il rispetto e la fiducia reciproca e l’affetto che li univa rese il loro legame sempre più forte fino a
creare quella simbiosi che permette di comprendersi anche senza parole e che
rende unico il rapporto con il proprio cane guida.
Blue divenne responsabile e comprese che gli insegnamenti che aveva ricevuto non servivano solo per giocare con la persona che aveva accanto ma erano una vera e propria regola da seguire per aiutarla e salvarla dai pericoli perché lei aveva unareale necessità e difficoltà, quindi il sentirsi davvero utile per lei, che tanto amava, ed il fatto che il fare bene il suo lavoro fosse sempre lodato con parole, carezze e qualche bocconcino prelibato, lo portò a gratificarsi pienamente del suo ruolo di guida rendendolo felice ed orgoglioso ogni volta che gli veniva chiesto di condurre la sua amica Stefania.

Ma la vita di Blue non era solo lavoro perché i momenti di svago in cui andare a spasso solo a guinzaglio e poter divertirsi come tutti gli altri cani c’erano quotidianamente ed il gioco o le corse sui prati non gli mancavano mai e non mancavano anche viaggi e gite in posti nuovi, dalle montagne innevate alle città d’arte, dalla collina al lago alle spiagge italiane ed estere, viaggiando in auto o in aereo accanto ai suoi amici umani, perché lui non poteva essere separato da Stefania, quindi viaggiava in cabina, attirando, come accadeva ovunque andasse, attenzioni e complimenti per la sua bravura, bontà e bellezza. C’erano però due cose che Blue non aveva imparato alla scuola Triveneta Cani Guida ma che lei desiderava tanto fare con lui, quindi chiese l’aiuto degli addestratori per insegnargli a nuotare come un vero e proprio cane guida anche in acqua e ad accompagnarla nei giri in tandem con Davide, restando comodamente accoccolato su un carrello coperto modello cocchio trascinato dalla bici. Per quanto riguarda il
carrello, nonostante fosse comodo, lui non riuscì mai a rilassarsi completamente a bordo del mezzo perché la sua infinita curiosità non gli concedeva tregua e durante il tragitto rimaneva costantemente in piedi con la testa il più possibile protesa in fuori
per annusare l’aria e gustarsi il panorama. La grande rivelazione invece fu la sua attitudine al nuoto, disciplina che gli fu
introdotta gradualmente, data l’iniziale diffidenza per l’acqua alta, che vinse pian piano prendendo confidenza con le onde, aiutato e sostenuto anche dal giubbetto galleggiante con maniglie tipico dei cani da salvataggio. Giocando in acqua con Stefania rafforzò ulteriormente il loro rapporto di amore e fiducia reciproca riconoscendo in lei il riferimento principale di ogni suo movimento in un elemento ostile per entrambi, quindi praticamente non le toglieva mai gli occhi e le zampe di dosso. Blue imparò a seguire solo lei in acqua, nuotandole accanto e fermandosi tra le sue braccia nei momenti di riposo, rimanendo a galleggiare anche a lungo in
braccio a lei, imparò a riportarla a riva o alla barca da cui si erano tuffati nuotando davanti a lei, che si agganciava al suo giubbetto per seguirlo, dopo che gli era stato dato il comando, oppure seguire Davide che nuotava davanti a lui, soprattutto quando poi poteva sottrargli il materassino galleggiante Stefania, dopo aver vissuto insieme al suo amatissimo compagno a quattro zampe
tutte queste variegate ed intense avventure, riuscì a fidarsi completamente del suo speciale accompagnatore, tanto che nessuno, dopo un po’, nemmeno umano, riusciva a condurla con la sua geometrica precisione, ne’ poteva farle provare la leggera sensazione di muoversi in libertà accanto al suo migliore amico non che vero e proprio angelo custode sempre presente e sempre pronto a nuove avventure.
Questa è la storia di un cucciolo che diventato grande ha dedicato la sua esistenza ad aiutare un essere umano a sentirsi più libero e felice ed è la storia di una ragazza che amava il suo cane e ogni giorno cercava di ringraziarlo per tutto ciò che lui rappresentava per lei riempiendo la sua vita di affetto, gioco ed anche lavoro, ma rimanendogli accanto sempre per non farlo mai sentire solo e ricordargli in ogni attimo quanto lui fosse speciale.

Stefania Bovo con Blue